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Italia.it, le regioni al lavoro
(24-01-2007)

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Entrano nel vivo i lavori per la realizzazione del portale web Italia.it, ma le regioni mettono le mani avanti: se ci sono ritardi, non è colpa nostra. Ieri il coordinamento nazionale degli assessori al turismo ha dato via libera allo schema di convenzione tra le stesse regioni e il ministero per l'innovazione e le tecnologie. Domani la conferenza delle regioni darà l'approvazione definitiva, ed entro sei mesi gli enti regionali presenteranno i contenuti da inserire nel portale. È stato inoltre costituito un comitato consultivo formato da 18 mèmbri: nove regioni (Liguria, Abruzzo, Lombardia, provincia di Trento, Emilia Romagna, Basilicata, Friuli-Venezia Giulia, Sicilia e Sardegna), Anci, Upi (province), i ministeri competenti e le associazioni di categoria. A disposizione ci sono 21 milioni di euro, di cui 2 cofinanziati dalle regioni.
Le polemiche, però, sono dietro l'angolo, visto che si sono accumulati mesi di ritardo. «Le regioni sono pronte a rispettare gli impegni, confermando una coesione e una compattezza senza precedenti», assicura Enrico Paolini, coordinatore degli assessori al turismo. Mette le mani avanti anche Margherita Bozzano (Liguria), responsabile del portale per le regioni: «Se ci sono stati ritardi, è bene chiarire che essi non sono ascrivibili alle regioni, perché era compito del consorzio temporaneo di imprese (formato da Ibm, Tiscover e Its informatica, ndr) fare la struttura, realizzare l'albero e individuare le eccellenze del portale». Ora gli occhi sono puntati sulla Bit, in programma il mese prossimo, quando è prevista la presentazione ufficiale di Italia.it. Un appuntamento che, dicono i bene informati, è stato voluto a tutti i costi dal vicepremier Francesco Rutelli che ha fatto pressione sulle Regioni.
Queste ultime, infatti, sono perplesse sulla bontà di un lancio in pompa magna, che per loro potrebbe rappresentare un boomerang. Gli unici (e scarni) contenuti presenti in rete, infatti, sono quelli riguardanti le principali città d'arte, ma non sono stati redatti dalle regioni: il loro lavoro, in pratica, è cominciato ieri e durerà sei mesi. Alla fine, insomma, qualcuno potrebbe puntare il dito contro gli enti regionali, accusandoli dell'assenza di contenuti. D'altro canto, a livello nazionale si cerca a tutti i costì di pubblicizzare quel poco che finora è stato fatto.




Massimo Galli (Italia Oggi )

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