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La difesa dei consiglieri d'"oro"; tutto legale
(25-01-2008)

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Alberto Pascucci - ex Forza Italia ora La Destra - urla dal suo scranno che «stiamo assistendo a un attacco inverecondo da parte della stampa»; nel consiglio provinciale si discuterà di piano territoriale, ma intanto - ore 11 del mattino - l'argomento è l'inchiesta del Corriere - e da mercoledì della Procura della Repubblica, l'ipotesi di reato probabilmente sarà la truffa - sui rimborsi d'oro percepiti da alcuni consiglieri: c'è chi per ottenerli si è fatto assumere da moglie e figlia, chi lavora nell'azienda dei fratelli, chi è arrivato a percepire diciannovemila euro in un solo mese; eppure, a dibattito appena iniziato, la preoccupazione del consigliere Cangemi (Forza Italia), è la seguente: «Chiedo al presidente di provvedere ad allontanare dall'aula chiunque non abbia titolo a rimanere». I giornalisti presenti, immediatamente, vengono fatti accomodare fuori. Nessuno, a quanto pare, si preoccupa della sostanza. Per meglio chiarire i contorni economici della vicenda, ecco l'elenco dei dieci uomini d'oro della Provincia. Per i loro rimborsi, dal 2003 a oggi, i contribuenti hanno speso tre milioni di euro. La cifra totale è di tre milioni e mezzo: l'hanno incassata in venti, tutti impiegati nel settore privato. Di questi, dieci hanno ottenuto la fetta più grande: tre milioni. Sia chiaro: è una cifra destinata ad aumentare perché parte dei rimborsi del 2007 devono ancora essere liquidati. E, sia chiaro, i magistrati seguiranno con attenzione i casi dei consiglieri «assunti» nei negozi o nelle ditte di famiglia, ma non solo. Perché il meccanismo dei «rimborsi permessi incarico pubblico» permette ai consiglieri di ottenere dalla Provincia il pagamento delle ore dedicate all'attività politica e sottratte al lavoro privato. «Tutto legale - dice Ruggero Ruggeri impiegato nella Fratelli Ruggeri - ho fatto quello che hanno fatto tutto, quello che la legge prevede». Nella classifica dei rimborsi d'oro, Ruggeri (Pd) è settimo: ha portato a casa 247.476,54. Ecco, i dieci citati hanno incassato, tutti, somme a sei cifre, centesimi esclusi. Chi ha «guadagnato» più di tutti è Massimo Davenia (La destra): 19 mila euro nel 2003 (le elezioni ci furono a maggio), 88 mila nel 2004, 149 mila nel 2005, 183 mila nel 2006 e 173 mila nel 2007. Totale, 613.411,65. Dice, lui: «La documentazione è agli atti, io nell'azienda nella quale lavoro ho un incarico importante e queste cifre si spiegano così». Un poco meno ha incassato Alessandro Coloni, Pd: «A me dispiace per un discorso d'immagine della Provincia, Gasbarra è stato un amministratore esemplare, e adesso questa storia certo non giova all'immagine dell'istituzione». E neanche alle casse: Coloni, dal 2003 al 2006 (nel 2007 ancora non ha percepito alcuna somma) ha ottenuto 387.861,56 euro. Al terzo posto Francesco Paolo Posa (Pd): «Da un anno e mezzo non ho più questo regime... e comunque io ho sempre lavorato nell'organizzazione culturale, ho una professionalòità riconosciuta». E ben pagata: 307.454,36 euro di rimborsi. Guido Milana, l'attuale presidente del consiglio regionale, ha ottenuto rimborsi da metà 2003 a metà 2005: per complessivi 281.983,65 euro. Ha guadagnato un poco meno di lui l'esponente di An Bruno Petrella: 260.805,09. Cifra praticamente identica (252 mila) per l'ex sindaco di Ladispoli, Gioni Ciogli. Poi Ruggeri - «lavoro da sempre nell'azienda di famiglia» - e Stefano Di Magno, che ha smesso di prendere rimborsi nel 2006 perché arrestato: per l'accusa, in cambio del rimborso mensile di quasi ottomila euro, favoriva, nella sua attività politica, l'azienda nella quale risultava in organico. Angelo Miele - l'ex sindaco di Valmontone dello Sdi che risultava impiegato nel negozio di moglie e figlia nell'outiet (ovviamente di Valmontone) a una cifra vicina ai seimilacinquecento euro ogni mese. Leonardo Calarci, Forza Italia, non si spiega certe cifre: «Questa è la busta paga di maggio, cinquemila euro lordi e tremila netti, e non diecimila, come avete scritto. Non so spiegare dove siano finiti quei soldi, io non li ho presi». Il materiale per i magistrati (è stato il procuratore Giovanni Ferrara ad aprire un'inchiesta dopo la pubblicazione dei servizi del Corriere) non manca. Catarci (Rolex al polso, Ray Ban sul naso) per gli anni 2004 2005, 2006 e 2007 ha incassato 174.140,36 euro. Forse a lui non tornerà neanche questo calcolo, ma questa è la cifra pagata dalla Provincia coi soldi dei contribuenti.




(Corriere della Sera )

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