Dipartimento per gli Affari Regionali, le Autonomie

Minoranze linguistiche

I criteri per la ripartizione dei fondi per la tutela delle minoranze linguistiche storiche per il triennio 2014-2016 sono contenuti nel DPCM del 25 ottobre 2013, registrato alla Corte dei Conti il 9 dicembre 2013.

Sono dodici le minoranze linguistiche storiche riconosciute e tutelate sul territorio italiano: albanese, catalana, germanica, greca, slovena e croata, e quelle che parlano il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo.

Il Dipartimento per gli affari regionali cura la ripartizione dei fondi per il finanziamento annuale dei progetti in loro favore presentati dalle amministrazioni statali e dagli enti locali ai sensi degli articoli 9 e 15 della legge  n. 482 del 15 dicembre 1999. Le modalità di assegnazione sono descritte in un Regolamento di attuazione (Dpr. n. 345 del 2 maggio 2001, art. 8).

Il Comitato tecnico consultivo per l'applicazione della legislazione in materia di minoranze linguistiche

Il "Comitato tecnico consultivo per l'applicazione della legislazione in materia di minoranze linguistiche", è stato istituito il 17 marzo 2000 con decreto del Ministro per gli affari regionali ed è previsto dal Regolamento della legge n. 482 (Dpr. n. 345 del 2 maggio 2001, art. 12). E' un organo consultivo che esprime un motivato parere sulla istruttoria per le domande di finanziamento svolta dal Dipartimento per gli affari regionali con l'assistenza della Commissione di valutazione. Il Comitato si esprime anche sulle questioni che possono insorgere nell'applicazione della legislazione in materia di minoranze linguistiche.

Il Comitato è composto da rappresentanti delle amministrazioni dello Stato direttamente interessate al problema delle minoranze, da un rappresentante dell'Autorità di garanzia nelle comunicazioni, da rappresentanti dell'ANCI, dell'UPI, della Conferenza delle regioni e delle province autonome, del Comitato federativo delle minoranze linguistiche d'Italia (CONFEMILI), e da cinque esperti nominati dal Ministro, uno dei quali ha funzioni di coordinatore. Per i componenti non è previsto compenso né gettone di presenza.