Question time del 24 settembre 2014

"La riduzione della quota di finanziamento nazionale ai Fondi dell’Unione europea costituisce un’impostazione già utilizzata, a partire dal 2011, nel corso della programmazione 2007-2013 in conseguenza della bassa capacità amministrativa riscontrata in alcune Amministrazioni, sia regionali sia centrali, che stava conducendo alla perdita di significative risorse per il nostro Paese. Tale scelta, comportando un riduzione complessiva delle risorse a disposizione delle Amministrazioni in difficoltà, ha consentito di evitare il disimpegno automatico delle risorse comunitarie e di far conseguentemente aumentare il tasso di spesa rispetto alle risorse assegnate.
Oggi, pertanto, la possibilità di operare analogamente per la nuova programmazione dei Fondi Europei, ovvero per il settennato che va dal 2014 al 2020, attraverso una riduzione della percentuale di cofinanziamento italiano non costituisce una scelta del Governo tesa a reperire risorse a svantaggio delle Regioni per destinarle ad altri scopi, ma scaturisce da una richiesta in tal senso pervenuta dalla Commissione Europea e sollecitata fin dai primi incontri per la definizione della nuova programmazione dei Fondi strutturali"