Dipartimento per gli Affari Regionali, le Autonomie

Dettaglio delle aree oggetto della delega

martedì 13 maggio 2014

La delega per gli affari regionali e le autonomie riguarda funzioni di coordinamento,
indirizzo, promozione di iniziative anche normative, esercizio coordinato e
coerente dei poteri e rimedi previsti in caso di inerzia o di inadempienza, funzioni di vigilanza e verifica, e ogni altra funzione attribuita in merito al Presidente del Consiglio dei Ministri fatte salve le competenze del Ministro dell'interno.

Questo il dettaglio delle aree di competenza:

  1. azione di Governo in materia di rapporti con il sistema delle autonomie, anche per individuare modalità di efficiente svolgimento dei servizi;

  2. collaborazione tra Stato, regioni, province autonome ed autonomie locali e il coordinamento dei rapporti diretti tra regioni e province autonome con le istituzioni europee, fatte salve le competenze dell'Autorità delegata ad esercitare le funzioni in materia di affari europei;

  3. promozione delle iniziative nell'ambito dei rapporti tra Stato e sistema delle autonomie ed esercizio coordinato e coerente dei poteri e rimedi previsti in caso di inerzia o di inadempienza, anche nell'esercizio del potere sostitutivo del Governo di cui all'art.120 della Costituzione e agli articoli 137 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e 19-bis della legge Il febbraio 1992, n. 157;

  4. esame delle leggi regionali e delle province autonome e questioni di legittimità costituzionale ai sensi e per gli effetti dell'art. 127 della Costituzione, conflitti di attribuzione tra Stato e regioni ai sensi e per gli effetti dell'art. 134 della Costituzione, le questioni di legittimità costituzionale sugli Statuti regionali ai sensi dell'art. 123 della Costituzione; la partecipazione alle funzioni di controllo della spesa sanitaria, la collaborazione con i Ministri competenti per settore ai fini dell'individuazione di azioni coordinate del Governo con il sistema delle autonomie per l'esame in sede di Conferenza unificata e stato-regioni;

  5. iniziativa normativa, in raccordo con i Ministri interessati, in materia di servizi pubblici locali, e il monitoraggio e impulso alla relativa attuazione, monitoraggio dei livelli di qualità dei servizi pubblici locali raggiunti nei diversi ambiti territoriali e le conseguenti iniziative ai sensi dei punti 3 e 4;

  6. tutela e promozione della concorrenza e conseguenti iniziative ai sensi dei punti 3 e 4);
    azione di Governo inerente ai rapporti con le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, anche relativamente ai rapporti tra queste e gli enti locali, e il particolare procedimento per le impugnative delle leggi regionali e provinciali conseguenti all'applicazione dell'art. 97 dello Statuto speciale di autonomia della regione Trentino­ Alto Adige;

  7. elaborazione di provvedimenti normativi e amministrativi concernenti le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, anche riguardo alle norme di attuazione degli Statuti;

  8. minoranze linguistiche e territori di confine, e relativa iniziativa legislativa;

  9. compimento di atti dovuti in sostituzione di organi regionali inadempienti nell'esercizio di funzioni delegate o comunque conferite ai sensi della legge 15 marzo 1997, n. 59, dell'art. 118 della Costituzione e in attuazione di obblighi comunitari, definendo le relative proposte in collaborazione con i Ministri competenti per settore;

  10. attività dei rappresentanti dello Stato per i rapporti con il sistema delle autonomie, nelle regioni a statuto ordinario, dei Commissari di Governo e delle corrispondenti rappresentanze dello Stato nelle regioni a Statuto speciale e nelle province autonome di Trento e Bolzano, inerenti alla dipendenza funzionale di cui all'art. 4, comma 3, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, anche ai fini dell'esercizio delle funzioni di cui all'art. 10 della legge 5 giugno 2003, n. 131, nelle materie di competenza, fatte salve le competenze del Ministro dell'interno, nonché i relativi profili organizzativo, logistico, funzionale e di programmazione finanziaria; supporto all'emanazione di direttive generali del Presidente del Consiglio dei Ministri di cui all'art. 6, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 3 aprile 2006, n. 180, per le parti di interesse regionale;

  11. rapporti con i Comitati interministeriali e altri organi collegiali istituiti
    presso amministrazioni statali, le determinazioni dei quali incidono su competenze e funzioni delle autonomie, verificandone e promuovendone l'attuazione coordinata da parte di amministrazioni statali, enti pubblici e società a partecipazione pubblica; la partecipazione alla Conferenza permanente tra lo Stato, le regioni e le province autonome e al Consiglio generale degli italiani all'estero, con riferimento alle funzioni di cui all'art.17, comma 6 della legge 18 giugno 1998, n. 198, inerenti all'indicazione delle linee programmatiche per la realizzazione delle politiche delle regioni per le comunità italiane all'estero;

  12. valutazione, definizione e raccordo delle attività delle regioni di rilievo internazionale e comunitario;
  13. partecipazione ai lavori del Consiglio d'Europa e dei suoi organismi, in materia di autonomie regionali;

  14. atti relativi alle funzioni di indirizzo e coordinamento dell'attività amministrativa nelle regioni, ove sia previsto l'intervento del Presidente del Consiglio dei Ministri;

  15. azioni governative, anche normative, dirette alla salvaguardia ed alla valorizzazione delle zone montane di cui all'art. 44 della Costituzione, qualificabili anche come interventi speciali per la montagna, di natura territoriale, economica, sociale e culturale, ai sensi dell'art. l della legge 31 gennaio 1994, n. 97, nonché proposta dei criteri di ripartizione del Fondo nazionale per la montagna ai sensi dell'art. 2 della legge citata; problemi concernenti le piccole isole, comprese le azioni governative, anche normative, dirette anche agli interventi di cui all'articolo 2, comma 41, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 e successive modificazioni;

  16. promozione di formule di coordinamento dei rapporti tra Stato e sistema delle autonomie anche ai fini del raggiungimento di accordi, nonché delle intese di cui all'art. 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131;

  17. supporto conoscitivo alle regioni anche per l'individuazione delle modalità per l'esercizio associato delle funzioni e dei servizi e relative iniziative legislative, nonché, d'intesa con i Ministri interessati, iniziative nell'ambito del PON "Governance e azioni di sistema" relative alla cooperazione interistituzionale e alla capacità negoziale del sistema delle autonomie;

  18. attività anche normative connesse all'attuazione del federalismo;

  19. la cura della realizzazione delle maggiori forme di autonomia di cui all'art. 116, terzo comma, della Costituzione;

  20. l'attuazione, in raccordo con il Ministro dell'interno, delle norme costituzionali in materia di autonomie territoriali, con particolare riferimento al loro assetto, alle città metropolitane e alle forme associative dei Comuni e la collaborazione con il Ministro delegato per le riforme costituzionali all'elaborazione delle
    riforme costituzionali inerenti le Regioni e le autonomie locali, con particolare riferimento alla riforma del Titolo V della Parte Seconda della Costituzione e delle funzioni e composizione del Senato della Repubblica;

  21. il coordinamento dei tavoli interistituzionali con le regioni e gli enti locali ai fini dell'adozione di provvedimenti aventi valenza generale;

  22. ogni tipo di raccordo con le autonomie per lo sviluppo in senso federale dell'ordinamento, compresa la cura dei rapporti con gli organi di coordinamento delle presidenze delle assemblee degli enti territoriali, per quanto attiene alle medesime funzioni delegate;

  23. l'impulso al coordinamento e al monitoraggio dell'attuazione da parte delle autonomie dei programmi di spending review con particolare riguardo al ricorso alle centrali di acquisto e alla loro valorizzazione

Altre deleghe:

  1. convocazione e presidenza della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano e della Conferenza Unificata, di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e regolamentazione dell'organizzazione e funzionamento delle relative segreterie;

  2. copresidenza della sessione europea della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, di cui all'art. 22 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, e all'art. 5 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.281, al fine di raccordare le linee della politica nazionale relative all'elaborazione degli atti comunitari con le esigenze rappresentate dalle autonomie territoriali e relativa convocazione d'intesa con l'Autorità politica delegata ad esercitare le funzioni in materia di affari europei;

  3. convocazione e presidenza della Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica, di cui agli artt. 33 e seguenti del decreto legislativo 6 maggio 20 Il, n.68, istituita nell'ambito della Conferenza Unificata, di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.

Ulteriori deleghe:

  1. definire iniziative, anche a livello normativo, inerenti all'attuazione o riformulazione e aggiornamento del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59, e agli adempimenti ad esso conseguenti, con particolare riferimento al decreto legislativo 31 marzo 1998, n, 112, e al monitoraggio sulla sua attuazione;

  2. promuovere iniziative per la introduzione di strumenti di conciliazione tra Stato, regioni e province autonome, con particolare riguardo alle attività di mediazione dei conflitti e del contenzioso costituzionale;

  3. promuovere iniziative, d'intesa con il Ministro dell'interno, per il supporto, anche attraverso servizi di assistenza tecnica, alle regioni, alle province autonome e agli enti locali, per l'efficiente svolgimento delle funzioni loro attribuite e la migliore utilizzazione delle risorse assegnate;

Il Ministro, in qualità di Presidente della Conferenza unificata, partecipa alla Commissione permanente per l'innovazione tecnologica nelle regioni e negli enti locali, di cui all'art. 14, comma 3-bis, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e provvede alla realizzazione degli interventi di cui all'articolo l, comma 893, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

Il ministro è inoltre delegato a:

  1. nominare i componenti delle Commissioni paritetiche per i rapporti Stato - regioni e designare rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei Ministri in organi, commissioni, comitati, gruppi di lavoro ed altri organismi di studio, tecnico-amministrativi e consultivi, operanti nelle aree oggetto del presente decreto presso altre amministrazioni ed istituzioni;

  2. costituire commissioni di studio e consulenza e gruppi di lavoro nelle materie oggetto delle funzioni delegate;

  3. provvedere a intese e concerti di competenza della Presidenza del Consiglio dei Ministri necessari per le iniziative, anche normative, di altre amministrazioni.