Citta' metropolitane: Bressa, reagire a deficit culturale.

”La politica italiana sconta un deficit culturale fortissimo nei confronti della citta'metropolitana. I 25 anni intercorsi dalla Legge 142 del 1990 che ne prevedeva la nascita, alla Legge Delrio del 2014 che le costituisce, fino ai recenti statuti, rischiano di minarne pericolosamente la forza propulsiva e il potenziale strategico che rivestono per l'intero Paese. Ma a questa tendenza si deve reagire". Lo ha detto Gianclaudio Bressa, sottosegretario per gli Affari regionali, intervenendo alla Conferenza Nazionale della Societa' Italiana degli Urbanisti, presso l'Universita' Iuav di Venezia. Il gap che ci separa dal resto d'Europa - ha aggiunto Bressa- non e' solo di natura temporale. Proprio in queste ore, infatti, e' stato approvato lo statuto della citta' metropolitana di Napoli. Eppure, osservando quelli gia' esistenti, e' del tutto evedente la mancanza di una vera visione metropolitana. Gli amministratori guardano la realta' che li circonda attraverso la lente riducente di una municipalita' allargata, in cui si tenta di mediare gli interessi tra i comuni. Oggi, invece, il governo metropolitano puo' a tutti gli effetti sentirsi attore di uno scenario allargato, europeo e mettere in pratica, ad esempio, la possibilita' di farsi in proprio interlocutore di grandi investitori italiani e stranieri. "Con leale collaborazione tra i diversi livelli istituzionali, abbiamo il dovere di tradurre in realta' la promessa fatta ai cittadini e all'intera comunita' metropolitana. Quella di servizi, educazione, opportunita' professionali ed economiche migliori. - ha concluso -. La citta' metropolitana e' una realta' amministrativa ed economica irrinunciabile per lo sviluppo dell'intero Paese. La Legge Delrio ha scommesso anche su questo"