Enti locali: Bressa, Emilia Romagna dimostra che la legge Delrio è motore del cambiamento istituzionale

"La legge regionale di riordino delle funzioni dell'Emilia Romagna costituisce una delle più raffinate interpretazioni della Legge Delrio. Un modello che dimostra non solo che la legge si può attuare, ma che è anche il motore del cambiamento istituzionale per le autonomie locali. La vostra legge e' in grado di costruire un sistema di relazione interistituzionale nuovo, moderno, innovativo. È un sistema che non abbandona nessuno, che non lascia sola nessuna delle amministrazioni locali, ma che al contrario rende tutti protagonisti”.

Lo ha detto Gianclaudio Bressa, sottosegretario di Stato per gli Affari regionali, intervenendo al seminario "Il riordino istituzionale in Emilia-Romagna", che si è svolto oggi a Bologna nella sede della Regione.

Al seminario hanno preso parte anche il Presidente della regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini,  l'Assessore al bilancio, riordino istituzionale, risorse umane e pari opportunità della regione Emilia-Romagna Emma Petitti,  il Vice Presidente Upi Emilia-Romagna Tiziano Tagliani e il Presidente Anci Emilia-Romagna Daniele Manca.
Numerosi anche gli amministratori locali presenti in sala.

 "Sono diversi gli amministratori che oggi hanno espresso il proprio disagio rispetto al complesso di riforme in atto, tese a dare un nuovo volto all’assetto istituzionale e amministrativo del Paese – ha detto Bressa -  Ma il Governo ha piena coscienza dei problemi manifestati. È indiscutibile che servano correzioni importanti a cui si potrà procedere sia per via parlamentare che nella prossima legge di stabilità. Mi riferisco in modo particolare ai temi dei centri per l’impiego e a quello della Polizia provinciale. Per il primo, sappiamo che non bastano, ma ricordo che nel decreto enti locali sono stati stanziati 70 milioni a fondo perduto per il biennio 2015-2016. Quanto alla Polizia provinciale, ritengo che la funzioni connesse alla tutela ambientale e la possibilità di assumere stagionali debbano essere salvaguardata. Queste valutazioni potranno trovare spazio durante la conversione del decreto e far parte della discussione parlamentare”.

“Voglio comunque ricordare a quegli stessi amministratori che il cantiere della riforma è ancora aperto – ha concluso Bressa - Oggi chiedo loro di cambiare prospettiva culturale e di sentirsi fino in fondo protagonisti. Stiamo realizzando il più grande processo di mobilità della storia della Repubblica e stiamo rimettendo in funzione la macchina istituzionale che rischiava di finire in panne, dotandoci di strumenti totalmente nuovi come il criterio della spesa storica efficientata. È un primo passo, ma ci ha permesso di superare la brutalità dei tagli lineari, in attesa che siano pienamente affinati i criteri dei fabbisogni standard, capaci di esprimere la reale necessità finanziaria di ogni ente locale, superando inefficienze di gestione e iniquità nella distribuzione delle risorse”.