Dipartimento per gli Affari Regionali, le Autonomie

Autonomie: Bressa, garantite dalla riforma costituzionale

giovedì 26 novembre 2015

“La specialità non corre alcun rischio e una certa grancassa politica è destinata a rimanere solo un rumore di fondo”. Lo ha detto il sottosegretario agli Affari regionali Gianclaudio Bressa intervenendo al dibattito “Regioni a statuto speciale oggi”, che si è svolto a Roma a Palazzo Ferrajoli. All'iniziativa hanno preso parte anche Debora Serracchiani, Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Ugo Rossi, presidente della Provincia autonoma di Trento, Gian Luigi Gigli, componente della Commissioni Affari costituzionali e Questioni regionali e Stefano Balloch, sindaco di Cividale.

“Gli statuti delle Regioni e Province autonome - ha chiarito Bressa - sono stati messi in sicurezza attraverso le norme transitorie e finali della riforma costituzionale che, per le modifiche delle carte fondamentali, quali sono gli statuti speciali, introduce il principio dell’intesa alla base dei rapporti tra Stato e Regioni e Province autonome. Ogni altra ipotesi rientra nel novero della chiacchiera”.

“Oggi si rischia di declassare il dibattito sulla specialità riducendola a sinonimo di privilegio - ha aggiunto Bressa - Questo è profondamente sbagliato, anche da un punto di vista storico. Come ricorda il costituzionalista Livio Paladin, la specialità, già in epoca costituente, era considerata un fatto compiuto, che preesisteva alla nostra Costituzione. Il regionalismo differenziato, dunque, è alle radici della storia repubblicana e parte integrante del nostro Paese”.

“Le regioni e province autonome - ha aggiunto il Sottosegretario - hanno utilizzano in misura diversa le norme di attuazione, straordinario strumento di flessibilità degli statuti. Questo si traduce spesso in un diverso livello di virtuosità, ma, ancor prima, in una diversa percezione e valorizzazione della propria specialità, come dimostrano le disparità tra Trentino e Sicilia”.

“Ciò detto è anche giusto riconoscere che la specialità, durante il governo Renzi, ha compiuto grandi passi in avanti”, ha evidenziato Bressa, ricordando che “in questi mesi sono stati stipulati accordi che regolano con legge il rapporto finanziario tra Stato e autonomie”. “Ricordo, in particolare, quelli di Trento e Bolzano, che si sono fatte carico interamente della quota parte degli interessi del debito pubblico della propria popolazione. Ma tutte le Regioni speciali hanno imboccato questa strada e sono destinate a risultati assimilabili, anche se con tempi diversi”, ha detto.

“Se quindi esiste una crisi del regionalismo - ha concluso il Sottosegretario - questa affligge soprattutto le Regioni a Statuto Ordinario. Dal 2001, anno in cui è stato introdotto il Comma III all’art.116 della Costituzione, in nessun caso le Regioni ordinarie hanno saputo esercitare quelle misure che consentirebbero loro di negoziare con lo Stato particolari forme di autonomia, il cui spettro, peraltro, risulta ulteriormente ampliato dalla riforma costituzionale in itinere”.

 

 

 

* Testo a cura dell'Ufficio Stampa