Dipartimento per gli Affari Regionali, le Autonomie

Comuni, Bressa: il processo di unioni e fusioni deve partire dal basso

mercoledì 2 dicembre 2015

“Il processo di unione e fusione dei comuni deve essere un processo desiderabile e attrattivo e lo si consegue attraverso strumenti che il confronto con il panorama europea ci conferma essere vincenti:  studi, formazione, sviluppo della cultura amministrativa e naturalmente incentivi e strumenti di flessibilità.”

Lo ha detto Gianclaudio Bressa, sottosegretario per gli Affari regionali, alla Commissione Affari costituzionali, nell’audizione sull’indagine conoscitiva sulla gestione associata delle funzioni e dei servizi comunali

“La Legge 56/2014, con l’individuazione delle aree vaste e delle città metropolitane, getta le basi per  riorganizzare da subito le funzioni amministrative del territorio: con poche modifiche alla legge, infatti, è possibile affidare ai Consigli provinciali e metropolitani l' individuazione di aree omogene in cui attivare sinergie tra i sindaci, vale a dire quelle collaborazioni, unioni e fusioni considerate indispensabili ad un’ottimizzazione dell’amministrazione del territorio. La Regione, poi, dovrebbe avere tre mesi di tempo per rispondere, facendo salvo lo strumento finale del referendum consultivo.”

Sono questi i termini della proposta lanciata oggi dal Sottosegretario che ha precisato:

“Sarebbe così possibile evitare lo stallo legato ai tempi dell’azione legislativa del Parlamento e al tempo stesso responsabilizzare i comuni rendendoli protagonisti del processo di riforma.”

Bressa ha inoltre aggiunto che “è possibile allungare la gittata di questa indagine conoscitiva, ricordando un passaggio fondamentale della sentenza 50/2014 della Corte Costituzionale: la competenza sulle unioni e fusioni di comuni spetta allo Stato. Questo ci permette di mettere ordine al ruolo di ogni attore istituzionale: le Regioni adattano le norme al loro ambito territoriale e i comuni, svincolati dall’iniziativa politica di una singola Regione, sono posti in condizioni di parità e non di uniformità.”

“Il limite dei governi di questi ultimi 25 anni è stato quello di un approccio illuministico, improntato al pensiero unico del risparmio.– ha concluso Bressa - L’accento deve invece tornare sui principi dell’adeguatezza, della proporzionalità e della sussidiarietà. E’ così che intendiamo garantire il diritto di uguaglianza di ogni cittadino italiano a prescindere dalla grandezza del comune in cui vive.”

 

*Testo a cura dell'Ufficio Stampa