Dipartimento per gli Affari Regionali, le Autonomie

Riforme, Bressa in audizione alla Camera: “Su province e città metropolitane, in due anni ridotta la spesa di 1,5 miliardi”

mercoledì 24 febbraio 2016

“Nonostante le resistenze iniziali, la riforma può essere considerata attuata nella sua struttura portante, grazie alla convinta adesione degli amministratori locali. Individuare l’area vasta, nuovo ente di secondo grado, rappresentativo degli interessi dei territori, come snodo tra il livello comunale e regionale, ha consentito una forte semplificazione e modernizzazione del sistema di governo dei territori.”

E’ con queste parole che Gianclaudio Bressa, Sottosegretario di Stato per gli Affari regionali e le Autonomie, ha commentato la riforma dell’architettura istituzionale delle autonomie locali, nel corso dell’audizione sulla situazione finanziaria di province e città metropolitane a seguito dell’attuazione della Legge 56/2014 (Legge Delrio), che si è svolta questa mattina presso la Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale.

Entrando nel dettaglio dello stato di attuazione, Bressa ha sottolineato come persistano alcune criticità solo per la Regione Puglia, che ha approvato la legge di riordino, ma non ha ancora affrontato la questione legata al trasferimento del personale e del relativo onere finanziario.

Quanto al personale complessivo, dai 41.205 dipendenti di province e città metropolitane in servizio al primo gennaio 2015, cioè dall’entrata in vigore della legge, si è passati ai 21.974 post riforma. “Si è trattato di un’operazione imponente, a buon titolo definita la più grande operazione di mobilità della storia Repubblicana, ma che si è svolta in maniera sostanzialmente indolore, salvo le tensioni presenti nelle province in dissesto già prima del varo della Legge 56/2014.”

“La riforma ha quindi consentito, tra il 2014 e il 2015, una riduzione stimata della spesa pari a 1,5 miliardi per le province e le città metropolitane. Un risultato certamente significativo in termini di contributo al risanamento delle finanze pubbliche”, ha concluso Bressa. “Il superamento del criterio della spesa storica in favore della spesa efficientata nella definizione del fabbisogno reale rappresenta uno spartiacque essenziale rispetto a un passato di dissennati tagli lineari, e ha consentito di superare inefficienze di gestione e iniquità nella distribuzione delle risorse.”

 

 

* Testo a cura dell'Ufficio Stampa