Dipartimento per gli Affari Regionali, le Autonomie

Riforme, Bressa: “Pensare a nuova Conferenza degli Esecutivi con ruolo politico”

giovedì 18 febbraio 2016

“La riforma del Titolo V costringe ad un ripensamento dell’attuale conferenza Stato-Regioni. La nuova architettura istituzionale aumenterà il bisogno di una sede politica in cui Stato e Regioni possano confrontarsi sulle politiche nazionali, sulle loro priorità e sulle scelte necessarie per attuarle.”

E’ questa la proposta lanciata da Gianclaudio Bressa, sottosegretario di Stato per gli Affari regionali e le Autonomie, in occasione dell’audizione che si è svolta questa mattina in Commissione bicamerale per le questioni regionali, nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulle forme di raccordo tra lo Stato e le autonomie territoriali, con particolare riguardo al sistema delle conferenze.

“Penso ad una conferenza intergovernativa di natura eminentemente politica tra Stato e Regioni che prevede, nella sua composizione, anche rappresentanti dell’ente comunale, quale il presidente nazionale dell’Anci.” Ha precisato Bressa.

“Il modello a cui si potrebbe tendere è quello di una Conferenza degli Esecutivi, composta dal Presidente del Consiglio dei ministri e dai Presidenti delle Giunte regionali e delle due province di Trento e Bolzano, il cui peso politico si misurerà con la capacità di influenzare l’attività del Parlamento in cui le Regioni saranno pienamente rappresentate.”

“La natura prettamente politica della nuova Conferenza degli Esecutivi non esclude, però, con i dovuti aggiustamenti, l’attuale sistema delle conferenze, che andrebbe ripensato attraverso un’organizzazione reticolare: al centro la Conferenza degli Esecutivi e intorno ad essa l'attuale sistema delle Conferenze, alle quali resterebbe attribuita, opportunamente ridefinita, in un quadro costituzionalmente mutato, la funzione dell’”intesa”, come strumento per rendere effettivo il principio di collaborazione.”

 

 

 

 

* Testo a cura dell'Ufficio Stampa