Dipartimento per gli Affari Regionali, le Autonomie

Riforme: Bressa, l’esperienza delle Regioni a statuto speciale sarà di aiuto per il nuovo Senato

mercoledì 27 gennaio 2016

“La sfida delle Regioni speciali è di grande utilità anche per le Regioni a statuto ordinario. Il nuovo Senato, vale a dire la futura Camera delle Regioni e delle autonomie, e il suo primo decisivo presidente, potranno imparare molto dalle speciali e dalle loro norme di attuazione, affrontando con pragmatismo  le questioni, per problemi e non secondo meri elenchi di competenze per materie”.

Lo ha detto Gianclaudio Bressa, sottosegretario agli Affari Regionali a conclusione dei lavori del seminario “Il futuro delle Regioni a statuto speciale alla luce della riforma costituzionale", che si è svolto nella Sala della Regina della Camera dei Deputati.

Organizzato dalla Commissione parlamentare per le questioni regionali in collaborazione con l'ISSiRFA, l'Istituto di studi sui sistemi regionali federali e sulle autonomie, il seminario è stata l’occasione per presentare il documento conclusivo dell'indagine conoscitiva sulle problematiche dell'attuazione degli statuti delle Regioni autonome, con particolare riferimento al ruolo delle commissioni paritetiche previste dagli statuti medesimi.

“La riforma costituzionale che sta per essere licenziata dalle Camere, e che è attesa al vaglio del referendum, introduce un principio essenziale nel sistema delle autonomie, quello pattizio, che prevede un confronto paritario tra parlamento  e autonomie. Un principio di grande modernità, il cui valore è stato sancito anche dalla Corte costituzionale”, ha sottolineato il Sottosegretario.

Alla luce di tali considerazioni, Bressa ha aggiunto che “le norme di attuazione delle Regioni a statuto speciale costituiscono una questione di interesse primario. Sono uno strumento raffinatissimo che deve essere razionalizzato e modernizzato, attraverso un’armonizzazione dei cinque statuti, a cui sta lavorando con impegno il gruppo di lavoro istituito nell’estate scorsa. Al di fuori di queste logiche si rischia di rimanere impigliati a sterili quanto inerti rivendicazioni”.

“Il ruolo delle norme di attuazione – ha concluso Bressa – proprio perché comportano un accurato lavoro di ricognizione dei confini, sempre più mobili, tra competenza statale e regionale, superando il semplice criterio storico normativo, rappresenta un esempio importante che può diventare un termine di paragone per l’attività legislativa e per  il nuovo linguaggio di cui dovrà rendersi protagonista il nuovo Senato”.

 

*Testo a cura dell'Ufficio Stampa