Referendum, Bressa: il Sì apre a nuova stagione del regionalismo italiano

“La riforma costituzionale, che attende il giudizio della popolazione italiana con il referendum confermativo, consente una ripartenza del regionalismo italiano, un nuovo secondo tempo. La riforma del regionalismo contenuta nel ddl Renzi-Boschi può non piacere, ma interviene con una sorta di “reset” su un assetto che solo con un eufemismo possiamo definire problematico.” ha detto Bressa.

 

“La riforma del Titolo V va letta assieme all’altro pilastro della riforma costituzionale, vale a dire il nuovo bicameralismo, che prevede la trasformazione del Senato in una Camera rappresentativa delle autonomie territoriali. Per la  scrittura della legge elettorale del Senato e di quella, ancor più importante, del suo regolamento, servirà un atteggiamento mentale nuovo, libero dai condizionamenti legati al Senato attuale. Le potenzialità di questa parte della riforma sono enormi anche se non apprezzate come meritano dal dibattito in corso.” ha aggiunto Bressa.

 

“Il Senato dovrà essere l’anello mancante del regionalismo italiano, un regionalismo che dovrà essere “negoziale”, nel quale le regioni, oltre che custodi di una sfera di autonomia loro propria, dovranno essere attori di un processo plurale di costruzione dell’unità della Repubblica e delle politiche nazionali. Le regioni dovranno assumere fino in fondo la responsabilità per l’unità della Repubblica, che non potrà che essere un’unità dinamica e plurale. In questo senso, la riforma del Senato adempie al mandato costituente di adeguare i criteri e i metodi della legislazione nazionale alle esigenze delle autonomie e del decentramento, dando sostanza allo spirito dell’art. 5 della Costituzione italiana.” ha concluso Bressa.

 

(*) testo a cura dell'Ufficio Stampa