Province, Bressa: "Bene la prima fase, ora necessario un aggiornamento della Legge Delrio"

“L’attuazione della Legge Delrio si è conclusa con successo, in asse con il complesso di riforme del Titolo V della Costituzione. A due anni dall’approvazione, serve un’implementazione, un aggiornamento, affinché sia salvaguardato il senso del servizio per le amministrazioni territoriali connaturato alla legge stessa”.

Lo ha detto Gianclaudio Bressa, sottosegretario per gli Affari regionali, nel corso dell'audizione sullo stato di attuazione della legge 7 aprile 2014, n. 56 (Legge Delrio), recante disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni, tenuta in commissione Affari costituzionali al Senato.

“La riforma, a pieno titolo, è stata più volte definita la più grande opera di mobilità della pubblica amministrazione nella storia della Repubblica, avendo coinvolto circa 20mila dipendenti delle vecchie province. Un risultato mirabile, raggiunto senza particolari tensioni, e con la preziosa collaborazione di tutte gli interlocutori istituzionali, in particolar modo le Regioni, che oggi sento il dovere di ringraziare, perché hanno colto lo spirito della riforma.”

L'incontro con i parlamentari ha rappresentato l'occasione per ripercorrere le tappe della riforma volta a modernizzare e semplificare l'amministrazione territorio del Paese.

“E’ stata cambiata la grammatica con cui descrivere il futuro assetto dell’architettura e della geografia territoriale- ha detto Bressa-  Le aree vaste, nuovi enti di secondo livello, rafforzano il ruolo degli amministratori e dei sindaci in particolare, superando, in prospettiva, le fratture degli schieramenti politici. Le aree vaste, inoltre, in quanto “casa dei comuni”, esercitano un ruolo di servizio e coordinamento alle funzioni dei comuni, nonché di vera e propria regia nel quadro delle unioni e fusioni comunali.”

Diversi i passaggi ripercorsi da Bressa: “L'istituzione di un Osservatorio nazionale affiancato da quelli regionali, come sedi coordinamento; l'accordo tra governo, regioni e organizzazioni sindacali per la  riallocazione delle funzioni; la predisposizione di un Portale per la gestione dei processi di mobilità tramite elenchi del personale in soprannumero e l’indicazione delle disponibilità di posti presso altre Amministrazioni”

“La Legge 56 segna il cambiamento anche per l’istituzione delle città metropolitane - ha concluso Bressa – Sono serviti 25 anni per vederle nascere e ora devono concretizzarsi come occasione di sviluppo per l’area di interesse e per l’intero Paese come nel resto d’Europa.

La vittoria del sì al referendum confermativo, che auspico fortemente, renderà improrogabile il confronto sul complesso di una legge che ha avuto il merito di traghettare nella modernità le nostre istituzioni territoriali.”

 

(*) testo a cura dell'Ufficio Stampa