Province, Bressa : “Dal 2017 necessario metterle a regime per garantire equilibrio di bilancio”

E’ iniziato in questi giorni il confronto istituzionale con i comuni e le aree vaste, e il dialogo continuerà anche nelle prossime settimane in vista della legge di stabilità, ma è del tutto evidente che dopo le annate decisamente “straordinarie” del 2015 e del 2016, per il 2017 sarà indispensabile mettere il sistema delle vecchie province “a regime”, lavorando sugli strumenti finanziari necessari per garantire i servizi a cui sono deputate”



“Per il 2016 la situazione del comparto province è di sostanziale equilibrio da un punto di vista delle entrate e delle uscite. - ha detto Bressa- L’ equilibrio di bilancio, reso possibile grazie all’intervento con legge di stabilità e implementato nel Dl 113 (decreto enti locali), ha consentito di sostenere il taglio di un 900 mila euro previsto per l’anno in corso, grazie all’erogazione di fondi aggiuntivi per la gestione dei 130 mila km di strade provinciali e degli oltre 5 mila istituti superiori. Va ricordato, inoltre, che per far fronte ai fabbisogni è stata determinata una spesa “efficientata” di 2,4 miliardi necessari per garantire l’adempimento delle funzioni fondamentali. Ora però è necessario creare automatismi che stabilizzino la vita di questi enti, soprattutto rispetto all’esito, che auspico positivo, del referendum confermativo.”


In caso di vittoria del si, infatti, il tema delle attuali fonti di finanziamento delle province (Rc auto, Ipt, Tefa), rimane un problema aperto e da risolvere. - ha aggiunto- Come detto in altre occasione, a fronte di una spesa standardizzata, che terrebbe in equilibrio l’esercizio delle funzioni nei diversi territori, sarebbe possibile immaginare la trasformazione dell’entrata come trasferimento dallo Stato, ma ogni ipotesi è in questo momento prematura, sia rispetto al merito della legge di stabilità che a un necessario dibattito parlamentare.”



“La Legge 56 ha ancora grandi potenzialità, spesso non completamente colte, anche nel confronto in Parlamento, come dimostra l’importante tema della città metropolitana su cui sarà necessario tornare dedicandovi un rinnovato sforzo culturale.- Ha concluso -

E’ certo però che affinché non ne vengano disattese le intenzioni, tale legge deve essere oggetto di una importante opera di manutenzione, da incentrare soprattutto sulla governance delle province, sulla necessità di “depoliticizzare” le elezioni degli organi di governo, mettendole la governance nelle mani dei sindaci, e di responsabilizzarli non solo rispetto alle materie gestite, ma anche rispetto alla possibilità di variare le dimensioni dell’area vasta. Per questo, il criterio dell’unione di comuni, a cui si lavora con una legge che sarà pronta dopo il referendum, costituirà strumento di grande utilità nella futura governance degli assetti territoriali

 

(*) testo a cura dell'Ufficio Stampa