Autonomia, Bressa: ben vengano altre iniziative regionali, per raggiungere un primo accordo importante mettere a fuoco le materie

"Entro martedì prossimo avremo definito con le amministrazioni dello Stato un primo pacchetto del negoziato, poi avremo incontri bilaterali con le regioni rispettivamente interessate, per arrivare entro Natale o nei primi giorni dell'anno ad un accordo quadro. Nell'esprimere le mie condoglianze per la morte improvvisa del prof. Carlo Buratti, consulente della Regione Veneto, vorrei dire che nell'incontro di oggi avrei proposto al presidente Zaia di sedersi al tavolo con l'Emilia Romagna e la Lombardia, con l'obiettivo di rispettare i tempi che ci siamo dati.

Come per le intese religiose, anche quella prevista dal comma III dell'art. 116 della Costituzione è vincolante, e impegna, in questo caso, i due livelli di governo coinvolti, quello regionale e quello centrale; poi i due rami del Parlamento, a maggioranza assoluta, hanno il compito di ratificarla. Non sono possibili emendamenti, poiché l'intesa è ratificata nel suo complesso, e non decade al termine della legislatura, ma, se riusciremo ad arrivarci, viene consegnata al successivo Parlamento, che avrà il compito della ratifica.

Sul tema delle risorse poi, è necessario sconfessare una volta per tutte alcune mitizzazioni della narrativa politica e di stampa. La posta in gioco è quella dell'efficientamento della macchina amministrativa nel suo complesso. Se lo Stato spende 100 per una determinata funzione e la regione dimostra di essere in grado di garantire lo stesso servizio ai cittadini spendendo 90, allora i 10 risparmiati rimangono nella disponibilità della regione, libera di utilizzarla come meglio crede nel quadro delle politiche pubbliche regionali.

A chi afferma che sulla carta è possibile aprire un negoziato su tutte le 23 materie indicate complessivamente dai commi III del 116 e del 117, rispondo che questo significa snaturare il senso dello stesso dettato costituzionale. Ma non è solo questione di dottrina. Lo stesso meccanismo del residuo fiscale tanto agitato, è definito dal Nobel per l'economia Buchanan a cui si attribuisce la paternità, come uno strumento perequativo, pensato per garantire parità di condizioni e opportunità a cittadini che vivono in condizioni profondamente disomogenee da un punto di vista economico, come lo Stato federale degli USA. L'Italia conosce diversità analoghe a livello regionale. Se si immagina che l'iniziativa regionale diventi il grimaldello per imboccare la strada della specialità si perde il senso dell'autonomia differenziata descritta dal III coma del 116, che invece è stato pensato come come opportunità, un'occasione di libertà ma anche un'assunzione di responsabilità per le regioni a statuto ordinario.

Ben vengano altre future iniziative regionali, di cui si comincia a parlare anche in maniera più ufficiale, come quella della regione Puglia e della Campania. Il governo non può che esprimere il proprio plauso a quella che potrebbe essere la nuova bussola del regionalismo italiano, all'insegna dell'efficientamento, da un lato, e dell'unità e solidarietà nazionale dall'altro, valori irrinunciabili della nostra Costituzione."

Roma, 23 novembre 2017

 

 

*Testo a cura dell'Ufficio Stampa