Autonomia, a Milano la seconda tappa del confronto tra governo, Lombardia ed Emilia-Romagna. Definite altre cinque competenze su cui proseguire il negoziato

Si è svolta questa mattina a Milano, a Palazzo Lombardia, il secondo confronto tra governo e regioni Lombardia ed Emilia-Romagna per l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, richiesta dalle due regioni ai sensi dell’art. 116, terzo comma della Costituzione.

Vi hanno preso parte il sottosegretario per gli Affari regionali Gianclaudio Bressa, quale rappresentante del governo, delegato dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, il presidente della giunta regionale della regione Lombardia Roberto Maroni, l'assessore regionale Emma Petitti, in rappresentanza della regione Emilia-Romagna, e il consigliere delegato Franco Maria Antonio D'Alfonso, in rappresentanza della Città Metropolitana di Milano. Presenti anche gli assessori regionali competenti nelle diverse materie affrontate e i presidenti regionali di Anci e Upi.

A pochi giorni di distanza dall'incontro bolognese di venerdì scorso, in cui il negoziato è stato sviluppato nella sede della regione Emilia-Romagna, l'appuntamento di oggi ha rappresentato l'occasione per approfondire altre cinque competenze individuate, questa volta, dalla regione Lombardia: rapporti internazionali e con l'Unione europea delle Regioni; coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; norme generali sull'istruzione, l'Universita' e la ricerca; previdenza complementare e integrativa; grandi reti dei trasporti e navigazione.

"Il confronto procede spedito in un clima di proficua collaborazione - ha detto Bressa, precisando che - Ora stiamo discutendo di autonomia amministrativa che puo' comportare anche una autonomia legislativa. Una volta definito questo si passa alle risorse, la cui definizione viene necessariamente dopo quella delle competenze e delle materie su cui si richiede maggiori ambiti di autonomia. Ogni quantificazione preventiva non può che avere un carattere estemporaneo.

Al tempo stesso, è necessario definire e circoscrivere nel modo più dettagliato possibile le materie, sia per sperare di raggiungere risultati concreti nello scampolo di legislatura che stiamo vivendo, sia perché la sentenza n. 118 del 2015 della Corte costituzionale ha cassato il quesito formulato dalla regione Veneto che prefigurava forme di autonomia speciale. La Corte costituzionale ha tracciato il solco da seguire, nel quadro dell'unità nazionale. Allontanarsi da questo dettato significa sprecare il poco tempo che abbiamo a disposizione.

C'è molto lavoro per tutti - ha concluso Bressa - Prima del prossimo incontro politico con Lombardia ed Emilia-Romagna, nelle prossime settimane, il governo sarà impegnato in un serrato confronto sia interministeriale che con i tecnici del Mef. Mi auguro si raggiunga almeno un accordo quadro entro la fine della legislatura, poi ai due rami del prossimo Parlamento tocchera' il compito della ratifica dell'intesa. Abbiamo finalmente imboccato un percorso virtuoso sia per le amministrazioni regionali coinvolte che per quella centrale. Ora non possiamo permetterci di fare passi falsi."

Milano, 21 novembre 2017

 

 

 

*Testo a cura dell'Ufficio Stampa