A Bologna prosegue il negoziato per l'Autonomia

Autonomia, a Bologna definite le prime cinque competenze del negoziato tra Governo, Emilia-Romagna e Lombardia. 

Il sottosegretario Bressa: “Spirito collaborativo nella definizione del metodo, ora dettagliare ulteriormente le competenze”.

Ad una settimana dall'apertura del negoziato per l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, richiesta da Emilia-Romagna e Lombardia ai sensi dell’art. 116, terzo comma della Costituzione, si è svolto oggi a Bologna, nella sede della Regione Emilia-Romagna, il primo tavolo congiunto tra governo e regioni Emilia-Romagna e Lombardia, per discutere nel merito delle competenze oggetto della trattativa, definendone i contorni politici e amministrativi.

Vi hanno preso parte il sottosegretario per gli Affari regionali Gianclaudio Bressa, quale rappresentante del governo, delegato dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, Luigi Marattin, consigliere economico della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e i presidenti delle Giunte regionali Stefano Bonaccini e Roberto Maroni. Presenti anche gli assessori regionali competenti nelle diverse materie affrontate e i presidenti regionali di Anci e Upi.

In particolare, durante l'incontro bolognese che ha formalmente insediato il tavolo di lavoro, sono state affrontate le prime cinque competenze individuate, vale a dire: impresa, ricerca e sviluppo; commercio estero, internazionalizzazione delle imprese e attrattività degli investimenti; salute; tutela dell'ambiente e infrastrutture; lavoro e formazione professionale. Altre cinque competenze, invece, saranno oggetto del nuovo incontro fissato per martedì prossimo a Milano, alle ore 11, nella sede della regione Lombardia. Un ulteriore appuntamento politico è anche già fissato per il 30 novembre a Roma, nella sede del Dipartimento per gli Affari regionali, dove è stato ufficialmente incardinato il tavolo del negoziato.

Ha commentato il sottosegretario Bressa: "È importante partire con il piede giusto, non soltanto nel merito delle politiche regionali, che stiamo circoscrivendo e che saranno ulteriormente dettagliate nei prossimi incontri, ma anche nel metodo da seguire, che stiamo costruendo assieme, Stato e regioni. Lo spirito collaborativo che impronta ai nostri scambi è un presupposto fondamentale, poiché stiamo mettendo mano, in modo completamente inesplorato, a equilibri e contrappesi consolidati nel rapporto tra lo Stato e le autonomie territoriali. Il mio augurio è quello che si arrivi quanto prima ad un accordo quadro capace di affidare al prossimo Parlamento il compito di approvare con legge dello Stato, con maggioranza assoluta, la nuova fisionomia del regionalismo italiano. È una sfida importante a cui non possiamo sottrarci e un'eredità che ci impegniamo a lasciare alle future istituzioni del Paese".

Bologna 17 novembre 2017

 

 

*Testo a cura dell'Ufficio Stampa