Autonomia, le precisazioni di Calderoli durante le audizioni alla Camera: “A parità di risorse, c'è chi è in grado di fare di più e chi non dà garanzie ai cittadini. Fondamentale definire i Lep ma ostruzionismo opposizioni rallenta iter”

Sono in corso alla Camera le audizioni informali nell’ambito dell’esame degli schemi di intesa preliminare tra il Governo della Repubblica italiana e le Regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto per l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia.

Durante i lavori, il ministro Roberto Calderoli è intervenuto con alcune precisazioni sui temi sollevati. 

Di seguito, alcuni spunti delle dichiarazioni principali:

- Sulle critiche ideologiche all’autonomia: “Piuttosto che contestare quelle Regioni che dicono ‘io con gli stessi soldi sono in grado di fare di più’, bisognerebbe chiedere a quelle che con le stesse risorse fanno meno di garantire il servizio quantomeno come fanno le altre. E ricordo l’esempio del costo di degenza giornaliero negli ospedali: al Papa Giovanni XXIII il costo è di 374€ mentre al Vanvitelli di Napoli è di oltre 1.300€, come si spiegano questi 1.000€ di spese in più?”.

- Sugli schemi di intesa uguali: “Attraverso gli Schemi di intesa si attribuiscono poteri per l’esercizio di funzioni ma non sta scritto da nessuna parte che anche l’esercizio debba essere identico. Ecco perché Schemi di intesa uguali non significa che le applicazioni saranno identiche, anzi: nell’esercizio delle funzioni ottenute poi ciascuna Regione potrà agire in base alle proprie necessità”

- Sul rischio di competizione tra Regioni: “C’è chi sostiene che l’autonomia porterà a un ‘federalismo concorrenziale’ o ‘competitivo’, mentre a mio avviso purtroppo questa competizione c’è già oggi nella misura in cui alcune Regioni hanno subappaltato ad altre l’esercizio della sanità, poiché non sono in grado di ottemperare a questo servizio, mentre quelle in grado sono invece chiamate a garantire questo servizio per i propri cittadini e anche per quelli di altre Regioni”. 

- Sulla necessità di identificare i Lep: “Mentre le opposizioni dicono ‘è necessario garantire i Lep perché sono qualcosa di sostanziale’, contemporaneamente però presentano mille emendamenti ostruzionistici per rallentare il percorso ddl Delega Lep. Sottolineo inoltre che i Lep servono indipendentemente dall’Autonomia differenziata ed è proprio un emendamento dei relatori al ddl Delega Lep che li svincola dall’autonomia e che chiarisce meglio il collegamento direttamente all’attuazione dell’articolo 117 secondo comma della Costituzione per la riduzione dei divari”.

- Sui finanziamenti necessari: “Prendiamo ad esempio la Protezione civile, che sul capitolo del fondo per le emergenze regionali non aveva un euro: ci ha pensato questo Governo che ha messo governo 20 milioni per il 2025, 40 milioni nel 2026 e 60 milioni a partire dal 2027. E così le regioni saranno in grado di affrontare le emergenze con fondi propri, senza ricorrere a quello nazionale che comporta attese anche di mesi prima di vedere le risorse”.

- Sulla sussidiarietà delle Regioni: “A chi si chiede dove siano le motivazioni per quanto riguarda la sussidiarietà, rispondo che le Regioni hanno presentato ciascuna le proprie relazioni e che il totale complessivo ammonta a circa 350 pagine che dimostrano la sussistenza dei principi di sussidiarietà”.

 

 

Testo a cura dell'Ufficio Stampa