Question Time Camera, intervento del ministro Calderoli
QT Camera 29.04.2026
Interrogazione Colucci - M5S
Oggetto:
Interrogazione sulle iniziative in relazione agli schemi di intesa preliminare in materia di autonomia differenziata con le Regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto, anche alla luce dei principi sanciti nella sentenza n. 192 del 2024 della Corte costituzionale.
Risposta:
La sentenza della Corte n. 192 del 2024 non ha, come sostengono gli interroganti, sonoramente bocciato la legge n. 86 del 2024. Piuttosto, ne ha confermato l’impianto, fornendo anche indicazioni precise per lo svolgimento del percorso negoziale per l’attribuzione di forme e condizioni particolari di autonomia.
Tali indicazioni, compiutamente seguite nelle trattative, hanno condotto ad un’approfondita attività istruttoria con l’acquisizione dalle Regioni di apposite “griglie della sussidiarietà”, elaborate sulla base del modello europeo. Queste ultime, insieme all’AIR e agli elementi relativi al confronto con gli enti locali, sono state già trasmesse al Parlamento, ma forse non ancora lette dagli interroganti.
Dall’interrogazione, inoltre, si evince una non piena consapevolezza dei testi degli schemi delle intese preliminari, allorché ad esempio è menzionato il tema della governance degli enti e delle aziende sanitarie, che, presente nelle richieste regionali originarie, non è confluito nel testo negoziato e inviato in Parlamento.
Quanto poi alla presunta “scorciatoia” di equiparare i LEA ai LEP, non l’ho detto io, ma la stessa Corte costituzionale nella richiamata sentenza n. 192.
Con riferimento, infine, al “presagio” di forti differenziazioni sul territorio nazionale, gli schemi di preintesa non prevedono, a discapito delle altre regioni, il trasferimento di risorse alle regioni richiedenti ma pongono anzi la condizione dell’equilibrio finanziario delle medesime regioni e il rispetto dei LEA. Inoltre, essi favoriscono l’efficienza attraverso il superamento delle attuali rigidità nella gestione della spesa sanitaria, la cui esigenza è oggi comunemente riconosciuta. Ne è la prova l’interesse per l’autonomia differenziata manifestato da altre tre regioni, due delle quali del Centro Italia e una del profondo Sud.
Rispondo quindi agli interroganti ribadendo che non intendo ritirare alcunché. Ciò rappresenterebbe un insulto alle Camere, chiamate proprio ora ad adottare atti di indirizzo sugli schemi di intesa preliminare e poi all’esame parlamentare dei disegni di legge cui le intese definitive saranno allegate.