Sen. Calderoli (Lega) - Salvini come Moro? Solidarietà all’amico Matteo ma chi inneggia a una strage da sei vittime ne deve rispondere in tribunale
E’ grave, e’ inquietante, che appaiano scritte in cui per un politico, per un amministratore, in questo caso per Matteo Salvini, si invochi la fine di Aldo Moro.
La scritta apparsa sulla serranda della sezione leghista a Modena mi indigna, mi preoccupa e mi spaventa.
Forse chi l’ha fatta non si rende nemmeno conto della gravità, anche se temo di sì: sei uomini uccisi, Moro e la sua scorta, sei vite spezzate, sei famiglie rimaste senza un padre, un marito o un figlio.
Ma non basta ripetere che ‘la mamma dei cretini e’ sempre incinta’, perché queste sono minacce di morte e dunque si tratta di un reato, di cui i colpevoli devono rispondere in tribunale, in base alle nostre leggi: ora gli autori di queste scritte vanno identificati e perseguiti come legge impone.
Intanto io rivolgo tutta la mia solidarietà, umana e politica, all’amico Matteo che ha risposto nel modo giusto, ribadendo che andrà avanti a testa alta, come sempre.
Lo afferma il sen. Roberto Calderoli
(Testo a cura dell'Ufficio Stampa)